
adagiata al centro della Val Tanaro, in una stretta ma fertile pianura si divide in tre nuclei poco distanti tra loro:
il Capoluogo o Petra Aureola ( nome che deriva dal solfato aurifero estratto nell’antichità sul territorio );
Casario posto su un’unica collina sulla destra del fiume Tanaro e poco più a valle arrampicata sull’opposto versante sta Pievetta.
Le prime notizie di Petra Aureola si trovano in un documento dell’anno 1033, dove il Marchese Manfredo di Susa fa dono dell’intero territorio di Priola all’Abbazia (da lui fondata nel 1029 ) di S. Giusto di Susa;
si denota inoltre che a quell’epoca il luogo di Priola era già munito di un castello e di una Chiesa cosa per quell’epoca non di poco conto e che sta ad indicare che la sua storia anche se non appare in nessun libro è di molto precedente a questa data.
La Chiesa del Capoluogo già allora era consacrata a S. Desiderio ,e vicina ad essa si trovava il palazzo del feudatario, Marchese Pallavicini.
Il dominio dei monaci di S. Giusto si protrae fin circa la metà del secolo XIII, e in questo periodo istituiscono l’omonimo Monastero situato nel Borgo (ruderi ) e da questo momento storico sembra abbia avuto origine Casalibus (Casario) in quanto i Monaci presero a dissodare coltivare questa zona ( si parla di Casalibus per la prima volta in una divisione dei Marchesi del Vasto nel 1142).
Nel 1260 viene concessa l’investitura del territorio e del castello di Priola ai principi di Ceva, nel 1299 a sua volta il Marchese Nano per saldare dei debiti con i signorotti genovesi vendette al comune di Asti, mantenendone comunque il titolo di vassallo.
Dopo varie vicissitudini della famiglia cebana, (risulta in un documento della Contessa di Lanzo) che nell’anno 1513 il castello di Priola era posseduto dal Marchese Gioanni Francesco e che per contrasti insorti tra lui ed i sui nipoti Carlo e Nicolò, fu rovinato sul principio del 1518; allorché Lautrec luogotenente regio in Italia del gallico Re Francesco I mandò a smantellarlo molti cavalieri, fanti ed artiglieria sotto il comando del signor Ajans.
I ruderi che tuttora rimangono sono una convincente prova della solidità e dell’importanza di quella rocca circondata da forti mura e protetta dall’ampio fossato naturale del fiume Tanaro che all’epoca gli scorreva vicino.
Il comune di Priola rimase poi nella giurisdizione della famiglia Pallavicini.
La frazione di Pievetta sembra abbia origini più recenti.
La parrocchia di S. Desiderio, fondata nel 1270 conserva all’interno un’ altare ligneo di pregevole interesse,molto antico, con icone dei quindici misteri
del ROSARIO.
Di notevole valore gli affreschi del 1400 nella Cappella di S. Bernardo,
recentemente restaurati.
La Parrocchia di Casario fondata nel 1580 consacrata prima a S. Giusto poi alla Madonna del Carmine è ricca di pregevoli dipinti.
La Parrocchia di Pievetta consacrata a Maria Vergine Assunta fondata nel 1560 ricostruita nel 1690 e terminata nel 1712 in stile barocco piemontese.